Il progetto Cosa mangi a merenda?
è stato pensato ed attuato con l'obiettivo generale di indurre negli studenti la consapevolezza dei propri
consumi alimentari e dell'importanza del mangiar sano. Il lavoro è stato
sviluppato in un'ottica pluridiscilinare, affiancando le finalità generali
dell'Educazione Alimentare agli obiettivi specifici di Chimica e Biologia e
privilegiando una visione unitaria degli argomenti trattati. Sono stati
sviluppati tre temi: 1) Il fabbisogno alimentare ed il processo digestivo;
2) L'esame dei cibi consumati per merenda; 3) Lo studio delle etichette e gli
additivi alimentari. L'aspetto sperimentale ha caratterizzato fortemente il
lavoro: gli studenti hanno esaminato il contenuto di calcio nel latte, nel
succo di frutta e nelle ossa, hanno verificato l'azione della bile e degli
additivi alimentari, osservato al microscopio vetrini preparati a fresco con
yogurt e muffe. A conclusione del lavoro è stata allestita una mostra
interattiva ed è stato pubblicato un fascicolo che raccoglie le descrizioni
delle prove pratiche, scritte dagli stessi studenti.
Gli argomenti disciplinari propedeutici al progetto vengono sviluppati nella prima parte dell'anno scolastico come attività curricolare. Nella fase di avvio del progetto gli studenti sono invitati a svolgere due attività di indagine: a)raccolta in un apposito contenitore messo a disposizione in classe delle confezioni delle merende consumate durante la mattinata scolastica, b)inchiesta sulle proprie abitudini alimentari sia a scuola che a casa condotta attraverso la costruzione e somministrazione di questionari. I dati raccolti e analizzati costituiscono lo stimolo per indurre negli studenti la curiosità ad approfondire gli aspetti peculiari della nutrizione.
L'aspetto sperimentale, all'insegna del fare per capire
, caratterizza fortemente il lavoro ed è mantenuto nel corso di tutta l'attività. Gli studenti hanno l'occasione di saggiare il contenuto di calcio nel latte e di verificarne l'assenza nel succo di frutta, possono toccare con mano le ossa al naturale e quelle private della componente minerale o proteica, sperimentano in prima persona l'azione di alcuni additivi alimentari e possono annusare gli aromi ottenuti con la distillazione in corrente di vapore, mettendoli a confronto con quelli commerciali.
L'osservazione al microscopio di vetrini preparati a fresco ha completato il discorso su yogurt e muffe. Le relazioni sulle prove pratiche vengono trasformate in articoli divulgativi e la visita ad un caseificio presente nelle vicinanze della scuola completa il lavoro.

Con questa attività gli studenti si sentono protagonisti del loro stesso processo di apprendimento, provano soddisfazione nel lavorare in gruppo, apprendono contenuti e concetti in modo alternativo a quello tradizionale, cogliendone le correlazioni interdisciplinari. Particolarmente stimolante e produttiva è la collaborazione tra le insegnanti di Scienze Naturali e di Chimica, senza la quale non è possibile l'integrazione dei curricoli, ed infine indispensabile è il ruolo del laboratorio e delle esperienze pratiche che collegano la teoria alla realtà quotidiana.