Costruito nel 1898, dopo l'annessione dell'Austria al Terzo Reich, il Castello di Harteim fu requisito dai nazisti e adibito ad istituto di eutanasia. L'igiene
della razza ariana venne perseguita fra quelle mura, andando ad eliminare circa trentamila persone classificate come indegne di vivere. Si trattava di disabili psichici e fisici, e di persone affette da malattie; il motivo fondamentale era dato anche dal fatto che così la società tedesca avrebbe risparmiato in termini sociali
(letti d'ospedali, personale medico, medicinali).
Dal 1941 anche i prigionieri dei campi di concentramento passarono attraverso il forno crematorio del castello che in quegli anni lavorava a pieno regime.
Oggetto simbolo è un cubo di vetro e di acciaio, il cui contenuto è composto da sassi di fiume prelevati dal Danubio. In questo fiume venivano infatti gettate le ceneri delle vittime. I bambini delle scuole della regione hanno raccolto dal Danubio tanti sassi quante furono le persone uccise, cioè trentamila.